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Osservatorio del lavoro 2.0: la nuova survey di MAW sulle aziende

02
 
05
 
2024

Quali sono i bisogni e le priorità delle proprie risorse umane secondo le aziende e quali strategie vengono messe in campo per gestire tali esigenze? Quali sono le principali difficoltà che le aziende sperimentano nella ricerca e nella selezione dei propri talenti?

Per rispondere a queste domande, fra Gennaio e Febbraio 2024, MAW ha realizzato il progetto di ricerca “Osservatorio del Lavoro 2.0”, sottoponendo una survey alle proprie aziende clienti.

Con questo nuovo progetto di indagine, MAW ha voluto analizzare la situazione attuale nel mercato del lavoro e il punto di vista delle aziende clienti sulle seguenti tematiche in ambito HR:

  • Supporto alla crescita e strategie di retention in azienda
  • Benessere e soddisfazione dei lavoratori
  • Mismatch
  • Donne e Carriera
  • Digitalizzazione

Il confronto con il punto di vista dei lavoratori, analizzato grazie alla ricerca “Nuove Lenti per il Mercato del Lavoro”, realizzata nel 2023, ci ha aiutato a comprendere più approfonditamente come i bisogni e le aspettative delle risorse umane si incontrano con quelli delle aziende.

Le aziende che hanno risposto alla nostra survey sono state in tutto 391, nello specifico Piccole e Medie Imprese del Settore Manifatturiero, con particolare riferimento all’ambito metalmeccanico (43%).

Fra le evidenze principali emerse dal nostro lavoro di analisi, la più importante riguarda il livello di soddisfazione lavorativa dei dipendenti, rispetto al quale emerge una sostanziale differenza fra il livello di soddisfazione reale e quello percepito dalle aziende rispondenti. Il 92% delle aziende intervistate, infatti, ritiene che i propri talenti siano felici della propria situazione lavorativa, ma stando ai dati raccolti dai nostri candidati e lavoratori in somministrazione nella survey “Nuove lenti per il Mercato del Lavoro” condotta nel 2023, solo il 31% di loro si dice effettivamente tale.

Eppure, i dati raccolti dimostrano come le aziende abbiano effettivamente compreso quali sono i bisogni lavorativi prioritari dei propri dipendenti. Secondo il campione intervistato, infatti, i dipendenti sono felici della propria situazione lavorativa essenzialmente per uno stipendio adeguato (53%) e un buon clima di lavoro (44%). E proprio lo stipendio e il clima in azienda erano state le prime 2 esigenze fondamentali dichiarate dai lavoratori nella survey del 2023, rispettivamente dal 76% e dal 56% degli intervistati. E sempre queste 2 ragioni sono state indicate dalle aziende rispondenti fra le prime 3 priorità che secondo loro avrebbero i lavoratori: la retribuzione per il 65%, un bel clima lavorativo e un buon rapporto con superiori e colleghi per il 61%, insieme a carichi di lavoro adeguati per il 43%.

Le aziende sembrano avere un’idea chiara anche sulle esigenze dei propri lavoratori in merito al tema benefit. I lavoratori avevano affermato, infatti, di desiderare principalmente bonus in denaro (54%), buoni pasto (33%) e corsi di formazione (22%). Ed in effetti sia i buoni pasto che la formazione risultano essere fra i benefit maggiormente erogati da parte delle aziende, rispettivamente dal 42% e dal 40%, dopo il telefono aziendale riconosciuto dal 45% delle imprese intervistate.

I buoni pasto risultano anche fra i benefit principali che le aziende hanno intenzione di introdurre in futuro (nell’11% dei casi), dopo i pacchetti welfare con società specializzate (nel 28% dei casi).

A cosa attribuire, allora, il basso livello di soddisfazione lavorativa indicato dai dipendenti? La risposta sembra essere collegata ad un gap nelle strategie di retention e accompagnamento alla crescita messe in atto dalle aziende.  

Stando a quanto emerso dalla survey, il 39% del campione cerca di trattenere i propri talenti in azienda soprattutto attraverso l’offerta di ruoli di maggiore responsabilità, mentre il 36% punta sulla valorizzazione economica tramite l’aumento di stipendio. Solo il 16% pensa ad inserire i propri talenti in percorsi di crescita personalizzati.  

Inoltre, abbiamo chiesto alle aziende intervistate se organizzano dei momenti di team building, per rafforzare la collaborazione fra colleghi e favorire un maggiore benessere a lavoro. La maggior parte del campione (41%) ha affermato di limitarsi ad un brindisi in occasione delle feste, l’11% non organizza proprio questo genere di attività, mentre solo il 4% investe in attività simili più di 3 volte all’anno.

Le strategie di retention principalmente adottate dalle PMI italiane del manifatturiero sembrano essere dunque più concentrate sull’aspetto retributivo e di ruolo, e meno su altri aspetti, altrettanto fondamentali per favorire il benessere delle proprie persone, come l’ambiente lavorativo e la crescita professionale, sui quali è diventato sempre più necessario investire.

Federico Vione – CEO & Business Owner di MAW afferma: “È necessario far capire che puntare soltanto su incentivi economici e di ruolo centra gli obiettivi di retention fino a un certo punto: bisogna lavorare su altri aspetti che i propri talenti giudicano altrettanto importanti. Prima di tutto il clima aziendale e la valorizzazione delle persone, cioè le risorse più preziose che le aziende hanno. C’è poi bisogno di aumentare il senso di appartenenza e la percezione che si sia disposti ad investire nelle competenze di ognuno a favore della crescita dell’intera organizzazione. Finché non capiremo che la passione dei nostri talenti va animata, e non solo cercata e trovata, non saremo davvero in grado di creare organizzazioni unite verso obiettivi di crescita comuni.”

Interessanti sono anche le evidenze emerse con riferimento alle altre tematiche trattate.

Per quanto riguarda in particolare il tema del mismatch, le aziende hanno indicato la formazione come soluzione principale alle difficoltà riscontrate nella ricerca e nella selezione di nuovi talenti. Alla domanda “Credete nel re-skilling (riqualificazione) delle figure già presenti in azienda per affrontare il mismatch tra offerta e domanda sul mercato del lavoro?” la maggior parte dei rispondenti (39%) afferma di avere investito con un ritorno positivo nella riqualificazione dei propri dipendenti. Da sottolineare, tuttavia, come più del 20% dei rispondenti abbia riscontrato una certa resistenza da parte dei lavoratori che hanno partecipato ai percorsi formativi. Il 27% del campione, invece, pur considerando la formazione un metodo efficace, afferma di non averla ancora testata sui propri lavoratori.

Per scoprire tutti gli altri risultati della survey MAW “Osservatorio del lavoro 2.0”, leggi il report completo che trovi QUI!

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